Cronaca InMarica 2024
Cronaca dell'incontro:
Premessa: Alcuni giorni prima dell’incontro come faccio per ogni occasione in cui ci ritroviamo ho sollecitato telefonicamente il buon Ruggero Polla di Codissago ad affardellare lo zaino per aggregarsi ancora una volta alla marcia della seconda compagnia. La sua secca risposta negativa: “ SCHLEIN-SCHLEIN-SCHLEIN” era stavolta dovuta alla concomitanza dell’evento con il suo 50° compleanno, occasione per la quale aveva già da tempo in programma di salire a casa sua a Dogarei e fare un intero fine settimana di festeggiamenti. Cosa fare allora ?

Con mossa a tenaglia 5 arditi Ufficiali del 155° (Omar, Denis, Andrea, Alex Schitz ed il sottoscritto) lo hanno accerchiato venerdì 04 ottobre alle ore 18 bloccandolo nella sua dimora di Codissago. La sorpresa e l’emozione è stata grandiosa. Gli abbiamo portato allegria, canti Alpini, salsicce, una torta e un Jeroboam di Franciacorta con etichetta personalizzata, proprio nel giorno del suo 50° compleanno. Alcuni suoi amici ed amiche del posto hanno contribuito a selezionare dell’ottima musica lanciandosi in balli sfrenati. E’ stata un bella festa ed abbiamo fatto le ore piccole. Nella sua magione disposta su 4 piani c’è posto a sufficienza per un intero plotone ed abbiamo rapidamente preso possesso di tutte le brande disponibili.
Il racconto: In occasione del trentennale del 155° corso abbiamo deciso di proseguire nell’intento di portare il nostro gagliardetto sulle vette più alte di ogni regione italiana.
Stavolta abbiamo accettato di buon grado l’invito di Lorenzo Rinaldi il quale ha dato la sua disponibilità per portarci in vetta al Monte Cimone, la vetta più elevata della regione Emilia Romagna.
Appuntamento al Passo del Lupo alle ore 12 di sabato 5 ottobre.
Sono presenti ed in perfetto orario: Andrea Russo, Alex Martinschitz, Alex Zardo, Omar Conte, Denis Padovan, Edoardo Castiglioni, Cesare Picchio, Federico Testa, Roberto Brivio, Lorenzo Rinaldi assieme al papà ed alla guida di Sestola Nicola, il nostro comandante Davide Colombo, e naturalmente il sottoscritto.

Ci accoglie una nebbia piuttosto fitta ed una leggera pioggia. Tempo ideale per una ascensione in quota del 155°.
Si decide (contrariamente ad ogni altro ritrovo) di non brindare immediatamente. Alcune bottiglie vengono caricate nello zaino ma il grosso dei vettovagliamenti rimane in auto. Ci infiliamo gli scarponi e si parte alla volta dell’unico rifugio aperto in zona che è il rifugio della Ninfa dove attendiamo l’arrivo di Massimo Zanovello. C’è tempo solo per un’ottima birra Forst e si parte all’assalto della vetta. Prima abbiamo attraversato un bosco di faggi, poi siamo passati a fianco dell’arrivo di una seggiovia, Poi su per un primo tratto erboso, poi una cresta piuttosto ventilata. Superati 2 tratti duri ma non complicati dal punto di vista tecnico eccoci toccare la stazione a monte di una piccola teleferica e poco dopo la stazione metereologica in vetta al Cimone. Sono circa le ore 15 ed a parte noi, in vetta non c’è nessun altro essere vivente. Mi dicono che è l’unico giorno dell’anno in cui anche gli addetti alla stazione meteo se ne sono andati. Ci fanno compagnia nell’ordine: un simpatico venticello che fa distaccare pezzi di ghiaccio dall’antenna dell’aeronautica, nebbia, un freddo pungente che unito al vento penetra agevolmente la giacca in gore-tex congelando all’istante il rivolo di sudore che ci scende giù per la schiena.

Foto di vetta, inquadramento topografico agevolato da enorme didascalia rupestre (di fatto non si vede nulla, nemmeno il sentiero per il rientro), esecuzione emozionante del cantico “Signore delle cime” e preghiera dell’ Alpino. Abbiamo deciso di scendere dalla vetta quanto prima per metterci al riparo dal vento e dal gelo. Non tanto in fretta da non riuscire almeno a stappare e tracannare 2 bottiglie di vino condividendole senza calici come da consolidata tradizione.
Al rientro al passo del Lupo non ci è stata data la possibilità di fare nemmeno una sosta al rifugio e siamo saliti velocemente a bordo delle nostre auto e discesi a Sestola praticamente a digiuno e con una sete pazzesca.
Ma Nicola, la nostra guida, sapeva esattamente cosa stava facendo ed ha fatto scattare il suo piano. Dopo aver parcheggiato le auto esattamente davanti alla locale sede del gruppo ANA ci ha accompagnato rapidamente per le viuzze di Sestola fino a raggiungere un luogo sacro: la sua cantina privata. Appena defilata dalla piazza principale vi si accede attraversando brevemente una piccola corte ed un sottopasso angusto. E lì, come per magia erano pronti sul tavolo tanti calici quanti eravamo noialtri in vetta. Nicola ha cominciato a cuocere i berlenghi e a servirceli con molteplici imbottiture, mentre a tavola versavamo il suo vino in abbondanza. Fra canti e scorpacciate abbiamo trascorso un piacevolissimo pomeriggio tra le mura in pietra, i tini e le damigiane che contengono un vino assolutamente privo di aggiunte.
All’ora di cena abbiamo salutato e ringraziato Nicola e ci siamo spostati, dopo breve pausa per un brindisi lungo la via principale del centro storico di Sestola, alla sede del locale gruppo Alpini. L’accoglienza è stata strepitosa e davanti alla sede ci aspettava anche Alessandro Molteni.
Foto di rito e via alle libagioni ed ai canti alpini. Verso le 23 ci siamo spostati nella magione messa a disposizione da Lorenzo Rinaldi, una meravigliosa struttura in pietra, in posizione panoramica ed isolata da centri abitati (poco sopra Sant’Annapelago). Lì abbiamo trovato letti pronti in ogni dove nelle svariate stanze disposte sui 2 piani della casa.
La domenica mattina il tempo sembrava concedere qualche squarcio di sereno e verso le 10, dopo colazione, abbiamo scollinato, penetrando in Toscana ed abbiamo visitato il Santuario di San Pellegrino in Alpe. Luogo veramente interessante che si trova su un pulpito molto panoramico: nelle giornate terse da lassù si può vedere l’isola d’ Elba e perfino la Corsica.
Foto di rito, cantico e preghiera dell’Alpino protetti dal portico antistante la chiesa per un’acustica perfetta. Pausa caffè al bar con la macchina del caffè in Toscana e la spina della birra in Emilia.
Rientrati ai mezzi ci siamo riportati a casa di Lorenzo dove la brace era praticamente pronta per iniziare a grigliare. Tra costine, pollo, salsicce e capocollo abbiamo brindato al 155°.
A seguire caffè, distribuzione delle magliette del trentennale che sono state immediatamente indossate per scattare una foto fronte ed una foto retro.
Saluti e ringraziamenti speciali a Lorenzo ed ai suoi splendidi genitori: la mamma ed il papà hanno contribuito in maniera sostanziale alla OTL dell’incontro.
Sono rientrato al reparto verso le 21 così come altri Ufficiali.
Alla prossima!
W il 155° SMAlp.
W gli Alpini!
Un vecio Alpin
Marco Sillani
