| Lunghezza |
110 cm |
| Peso |
4.7 kg |
| Calibro |
0.30 inch
(7.62 mm) |
| Caricatore |
clip da
8 colpi |
| Velocità
di uscita |
850 metri
al secondo |
| Frequenza
di fuoco |
Solo semiautomatico |
É costituito da:
- Castello: formato dalla canna, che
termina all'estremità con il vivo di volata,
in fondo invece con la camera di cartuccia. La canna
presenta quattro rigature destrorse. Sotto la canna
c'è il cilindro presa gas, nel cui interno un
pistone è collegato con l'asta di armamento,
esterna, che termina con l'appiglio di manovra.
La parte terminale del castello è la culatta.
Su di essa è posta la tacca di mira; il mirino
è sul vivo di volata.
- Scatola di scatto: è formata da un cane, con
un pezzo centrale più tozzo (pancia), una estremità
anteriore (dente), ed una posteriore (codetta).
Un altro appiglio è il dente di scatto, in collegamento
con il grilletto. Quando si arma, il dente di scatto
arpiona la codetta, e può essere liberato dal
grilletto. Una molla porta il cane in avanti.
Il peso complessivo dell'arma è
di kg. 4,700.
Dati balistici:
gittata max: 3900 metri (ventilazione
zero, al livello del mare)
gittata utile: 250 metri (si intende quel tiro nel quale
ci sono altissime probabilità di centrare il
bersaglio. La distanza è quella di risoluzione
dell'occhio. Con un diottro la gittata utile arriva
a 600 metri).
colpi di calibro NATO 7,62 mm
Ogni caricatore contiene otto colpi. Il caricamento
avviene dall'alto. L'asta di manovra si articola con
il parallelepipedo detto otturatore, che chiude la camera
di cartuccia (che contiene il colpo).
Il caricatore è ambidestro e porta due uncini
ai lati, che collimano con svasature apposite presso
la culatta.
Si inserisce il caricatore, lo si preme con il pollice,
mentre il mignolo della mano destra trattiene e accompagna
l'asta di caricamento.
L'otturatore porta uno spillo espulsore, cilindretto
espulsore e unghia estrattrice da un lato. Lo spillo
lo attraversa coassialmente e termina con una codetta
che appoggia nella pancia del cane.
Quando si tira indietro l'otturatore si arma il cane
(agganciando il dente dello scatto).
Il colpo è formato dal bossolo, nel cui fondello
c'è il punto di percussione (capsula detonante).
Esplode la carica di lancio e il proietto parte.
Dato che canna e cilindro presa gas sono in comunicazione
presso il mirino, una quota dei gas di scarico spinge
sul pistone. Ciò arma di nuovo il cane, mentre
l'unghia di estrazione dell'otturatore porta all'esterno
il bossolo (meccanismo di sottrazione di gas dall'anima
della canna).
A causa del riscaldamento il fucile può sparare
16 colpi nell'arco di un minuto.
Alla fine degli otto colpi il fucile estrae anche il
caricatore, rimanendo aperto e pronto per il reinserimento
(una molla tiene indietro l'otturatore).
É possibile togliere il caricatore dopo alcuni
colpi. Si inserisce la sicura, si tira l'appiglio, si
libera perciò il colpo in canna e con un pulsante
posto a sinistra si fa uscire di scatto il caricatore.
La sicura è meccanica (manuale
od ordinaria), ma ci sono anche sicure automatiche:
- contro l'apertura prematura dell'otturatore. Infatti
l'asta di armamento fa una corsa a vuoto di 8 mm prima
di impegnare l'otturatore (il tempo sufficiente al proietto
per allontanarsi definitivamente dalla canna)
-contro lo sparo prematuro. Nel fondo dell'otturatore
c'è una svasatura che può accogliere il
dentino del cane solo quando è in perfetta chiusura.
L'otturatore ruota di 1/8 di giro sulla circonferenza
mentre si chiude, e non permette al dentino di inserirsi
nella sua svasatura, e la pancia del cane non si tocca
con la codetta dello spillo espulsore.

Un po di storia...
Con l'adozione del fucile M1 nel lontano
1932, l'Esercito Statunitense fu il primo ad adottare un fucile ad autoricarica.
Con l'avvento della guerra ne furono costruiti milioni di esemplari, dando
all'esercito e in seguito al corpo dei Marines un terrificante vantaggio sul
campo.
L'M1 aveva parecchie curiosità, non
tutte caratteristiche interamente benvenute. Per caricarlo, l'otturatore veniva
tirato indietro e bloccato. L'arma veniva alimentata da una clip con 8 colpi che
veniva spinta all'interno del fucile. L'otturatore veniva rilasciato incamerando
il primo colpo. Quando il primo colpo veniva sparato, i gas azionavano il
pistone che svuotava e ricaricava la camera come descritto prima. Quando veniva
sparato l'ultimo colpo, l'otturatore si bloccava aperto e la clip vuota veniva
espulsa. Una nuova clip veniva inserita, l'otturatore veniva rilasciato e l'arma
era di nuovo pronta. Quello che causava qualche preoccupazione era che se c'era
ancora qualche colpo nel caricatore, l'arma non poteva essere ricaricata; l'arma
doveva essere vuota per essere ricaricata. La mancata vista dell'emissione della
clip esaurita poteva compromettere tentativi di fuoco.
Ma questi arano problemi minori nella
maggior parte delle circostanze. Il volume di fuoco prodotto dal soldato medio
era insufficiente. E ironicamente, era forse la debolezza maggiore del Garand.
Mentre gli Inglesi e i Tedeschi cercavano nuove armi a ripetizione per le loro
squadre di fucilieri, l'America guardava al Garand e pensava di non avere
bisogno di tali armi. Era ancora impressionante come gli M1, confrontati con il
fuoco di un solo MG 34/42 tedesco, come i GI scoprirono a loro spese come
faticarono ad attraversare l'Europa occidentale fino a Berlino.
Come dotazione base, ogni soldato aveva
10 caricatori, inseriti nelle tasche delle giberne al
cinturone. Successivamente, vennero istituite bandoliere
contenenti 6 caricatori, permettendo in ogni caso al
soldato una dotazione da 80 a 128 colpi.
Fucile semiautomatico
già in dotazione all' esercito americano durante
la seconda guerra mondiale. Il Garand nasce in calibro
30.06 e in tal calibro viene utilizzato dagli americani
durante la II GM e durante la guerra di Corea. Finita
la seconda guerra mondiale, prima di entrare in servizio
come arma d'ordinanza italiana, viene modificato dalla
Beretta, che era riuscita a salvare gran parte dei macchinari
dai bombardamenti alleati, per accogliere la munizione
in calibro 7,62 Nato, al pari del FAL e della Mg.
Gli Stati Uniti, dal canto loro, fornirono ben 232.185
Garand M1 alle Forze Armate italiane tra il 1952 e il
1974. In dotazione fino agli anni sessanta come arma
individuale, quindi come fucile di primo addestramento
e come fucile di precisione fino agli anni novanta,
è ancora oggi considerato uno dei migliori e
più precisi fucili da guerra.
Sequenza di caricamento
Caricatore ad 8 colpi
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Caricatore inserito