Giunti alla scuola iniziarono subito le attività,
chi si apprestava a marciare, chi a ricevere i comandi,
chi a presentarsi, insomma addestramento formale.
Invece altri si apprestarono al ritiro del corredo,
una specie di distribuzione di tutto l'occorrente
come ad un mercato africano, la caccia alla taglia
giusta, il baratto. Chiedevi una taglia e te ne davano
un'altra, gli scarponi erano stretti e la DROP sembrava
andasse bene a uno tre volte più grande di
te. E si che in quei cinque mesi non avrei di certo
messo su chili, anzi...
Ci diedero anche il mitico cappello alpino con la
penna nera, anche qui c'era chi lo aveva largo che
gli copriva gli occhi e chi stretto, ma finalmente
avevamo il nostro cappello.
Alla fine siamo usciti carichi come dei muli con pile
di scatole e vestiti color verde oliva, per i prossimi
cinque mesi sarebbe stato il nostro colore alla moda.
Chiaramente sempre in modo formale ed eseguendo gli
ordini ci dovemmo muovere con questi carichi da una
parte all'altra della caserma.
Ma tutte quelle scatole non se le potevano tenere?
E no... più tardi scoprirete il perchè.
Da adesso eravamo vestiti di tutto punto, avevamo
tutta la nostra attrezzatura da "Rambo"
modello prima guerra mondiale.
Avremo anche imparato a cucire per attaccare tutte
le stemme e per le varie riparazioni. E sì
anche cucire ha la sua importanza.
Oltre al vestiario abbiamo anche ricevuto il materiale
di casermaggio, che avremo dovuto restituire alla
fine del corso. Per questo ci recammo alla palazzina
della truppa, all'ultimo piano se non ricordo male.
Entrammo a gruppi di cinque sei persone. C'erano una
marea di scafali con tutto il materiale sistemato
in un ordine preciso, tutto allineato e coperto. Per
primo ci venne consegnato un telo tenda. Lo STen.
Colombo ci disse di controllarlo controluce per vedere
se avesse dei forellini, quello fu un consiglio importante,
perchè sotto quel telo quadrato avremo dormito
anche con la pioggia. Su questo telo mettemmo tutto
il materiale che ci veniva consegnato, una montagna
di roba, un coltellino tascabile, la borraccia e la
gavetta (naturalmente bisognava verificare che non
avessero la muffa) le giberne e gli spallacci, lo
zainetto tattico, l'elmetto e la reticella, il materassino
e la pompetta, il passamontagna bianco, due clarinetti,
un BAL, la borsetta tattica per ricognizione (per
materiale topografico), il cinturone NATO, gli occhiali
mosca, l'impermeabile da libera uscita, l'impermeabile
da campagnia spesso usato per simulare l'indumento
anti-NBC, il sacco a pelo, le grappette da ghiaccio,
i guanti a moffola con due dita separate, i lucchetti
ed altre cose che non ricordo. Tutta questa roba doveva
essere controllata e restituita a fine corso, pena
il pagamento del materiale perso. Il tutto andava
trasportato chiudendo il telo tenda a sacca e portato
in groppa, sempre di corsa fino in camerata.