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Aggiornato: 29/04/2006
La vestizione

Giunti alla scuola iniziarono subito le attività, chi si apprestava a marciare, chi a ricevere i comandi, chi a presentarsi, insomma addestramento formale. Invece altri si apprestarono al ritiro del corredo, una specie di distribuzione di tutto l'occorrente come ad un mercato africano, la caccia alla taglia giusta, il baratto. Chiedevi una taglia e te ne davano un'altra, gli scarponi erano stretti e la DROP sembrava andasse bene a uno tre volte più grande di te. E si che in quei cinque mesi non avrei di certo messo su chili, anzi...
Ci diedero anche il mitico cappello alpino con la penna nera, anche qui c'era chi lo aveva largo che gli copriva gli occhi e chi stretto, ma finalmente avevamo il nostro cappello.
Alla fine siamo usciti carichi come dei muli con pile di scatole e vestiti color verde oliva, per i prossimi cinque mesi sarebbe stato il nostro colore alla moda. Chiaramente sempre in modo formale ed eseguendo gli ordini ci dovemmo muovere con questi carichi da una parte all'altra della caserma.
Ma tutte quelle scatole non se le potevano tenere? E no... più tardi scoprirete il perchè.
Da adesso eravamo vestiti di tutto punto, avevamo tutta la nostra attrezzatura da "Rambo" modello prima guerra mondiale.
Avremo anche imparato a cucire per attaccare tutte le stemme e per le varie riparazioni. E sì anche cucire ha la sua importanza.

Oltre al vestiario abbiamo anche ricevuto il materiale di casermaggio, che avremo dovuto restituire alla fine del corso. Per questo ci recammo alla palazzina della truppa, all'ultimo piano se non ricordo male. Entrammo a gruppi di cinque sei persone. C'erano una marea di scafali con tutto il materiale sistemato in un ordine preciso, tutto allineato e coperto. Per primo ci venne consegnato un telo tenda. Lo STen. Colombo ci disse di controllarlo controluce per vedere se avesse dei forellini, quello fu un consiglio importante, perchè sotto quel telo quadrato avremo dormito anche con la pioggia. Su questo telo mettemmo tutto il materiale che ci veniva consegnato, una montagna di roba, un coltellino tascabile, la borraccia e la gavetta (naturalmente bisognava verificare che non avessero la muffa) le giberne e gli spallacci, lo zainetto tattico, l'elmetto e la reticella, il materassino e la pompetta, il passamontagna bianco, due clarinetti, un BAL, la borsetta tattica per ricognizione (per materiale topografico), il cinturone NATO, gli occhiali mosca, l'impermeabile da libera uscita, l'impermeabile da campagnia spesso usato per simulare l'indumento anti-NBC, il sacco a pelo, le grappette da ghiaccio, i guanti a moffola con due dita separate, i lucchetti ed altre cose che non ricordo. Tutta questa roba doveva essere controllata e restituita a fine corso, pena il pagamento del materiale perso. Il tutto andava trasportato chiudendo il telo tenda a sacca e portato in groppa, sempre di corsa fino in camerata.

 

Qui accanto trovi un elenco dei vari capi di vestiario e di casermaggio su cui puoi cliccare per vedere una foto e una piccola descrizione. Passando col mouse su alcune foto puoi vedere il fronte-retro del particolare.

Stemma 2° compagnia
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